Un pochino Borghese... Ho fatto un patto sai con le mie emozioni... le lascio vivere e loro non mi fanno fuori!
domenica 5 settembre 2010
Roghi tossici: la politica tace...
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Giugliano. La sconcertante indifferenza della politica nei confronti dei roghi tossici di Giugliano, è vergognosa. Non un'esternazione, non un comunicato stampa, non un manifesto ad adornare le mura della città volto a recriminare la recrudescenza del fenomeno di questa estate. Sempre pronti a ringraziare gli elettori per i voti, sempre pronti complimentarsi per i successi individuali degli aderenti ai partiti, in questi giorni nessun esponente politico ha preso la briga di indignarsi e di gridarlo alla popolazione. Silenzio dall'amministrazione, dalla maggioranza e dall'opposizione. Gli unici ad occuparsi del caso sono stati gli esponenti dell'Mpa e del Pd che ha dato vita ad una segreteria tecnica sull'argomento. Il movimento per le autonomie invece uscirà con un apposiito manifesto. "dopo l'ennesimo rogo - scrivono dal partito -Chiediamo al Sindaco Pianese, quale responsabile della salubrità cittadina: -L’immediata convocazione, per istituire, tra l’altro, una Consulta permanente sull’ambiente, e formulare la richiesta a tutte le Forze dell’Ordine presenti sul territorio il loro massimo impegno. -L’istituzione di una Commissione di esperti che possa individuare la maniera meno dannosa alla nostra salute, per lo smaltimento delle eco balle di Taverna del Re. Il segretario del Pd Giovanni Russo commenta: "Chiediamo un tavolo con l'amministrazione e le forze dell'ordine. Ma oltre ad essere propositivi siamo critici nei confronti del governo della città e quello provinciale. Non hanno mosso un dito. Dove sono le decine e decine di guardie ambientali? Negli altri Comuni si fanno accordi con la protezione civile ed associazioni per l'ambiente.Da noi tutto ciò non è avvenuto" conclude. Ma perchè tanto silenzio? Perchè tacere le verità su quanto sta accadendo a Giugliano? Quali sono gli interessi da tutelare? Nell'incertezza di queste domande noi continueremo a denunciare fin quando non si prenderanno decisioni concrete e serie sulla questione. |
sabato 4 settembre 2010
Ecco come sarà l'Accademia della Vela di Pozzuoli
02/07/2010 Autore: dalla Redazione FV NET
Napoli- Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, Pippo Dalla Vecchia, presidente del Circolo partenopeo, e Livio Cosenza, presidente della Waterfront Flegreo SpA, hanno presentato ieri sera alla stampa e ai 200 ospiti intervenuti il plastico del progetto Accademia Internazionale della Vela. Si tratta di un'opera fortemente voluta da Pippo Dalla Vecchia che si inserisce nel più ampio programma di riconversione di una vasta area industriale costiera di Pozzuoli. Proprio la società Waterfront Flegreo Spa, proprietaria dei suoli ex Sofer, ne è promotrice. Il progetto ha visti impegnati numerosi architetti e urbanisti di fama internazionale, fra cui spicca il nome di Peter Eisenman, New York, che ha coordinato la redazione del Masterplan della linea di costa di Pozzuoli in associazione con gli architetti Camillo e Alessandro Gubitosi e Guido Zuliani.

Pippo Dalla Vecchia ha dichiarato: “Livio Cosenza mi consente di realizzare un sogno”, proseguendo: “Era necessario trovare qualcosa che consentisse alla Città di Napoli di rientrare da protagonista nel mondo della Vela, non solo italiana ma internazionale. L’uomo del destino era Livio Cosenza, che ci ha messo a disposizione il suolo a titolo gratuito. Così sorgerà un centro di straordinaria capacità ricettiva e organizzativa; l’Accademia Internazionale della Vela con il Circolo Savoia avrà a disposizione 120 anni di competenze”.
Come sarà

Com'è

Foto Rastrelli
Queste, invece, le parole del Prof. Cosenza: “Pippo Dalla Vecchia è il Dominus dell’Accademia, del Circolo Savoia e, oserei dire, della Vela a Napoli. Va a lui la mia gratitudine per avermi coinvolto in questa meravigliosa avventura. L’impegno nostro e dei rispettivi staff è di poter accogliere ed ospitare i giovani da tutta Europa entro i prossimi 24 mesi con l’intento di allevare i futuri campioni del mare. Pozzuoli con l’Accademia Internazionale della Vela si candida a diventare Capitale Europea della Vela, i Campi Flegrei disegnano il futuro partendo dal passato e dalle sue vocazioni marinaresche”.
Livio Cosenza ha poi rappresentato il contesto in cui sorgerà l’Accademia, al centro del progetto Pozzuoli XXI – La Città rinasce dal mare - in uno dei paesaggi più suggestivi del “gran tour” con circa un km di fronte mare: il Waterfront Flegreo ridisegnato dal genio di Peter Eisenman. “I dati salienti del progetto sono l’eliminazione della barriera fisica che allo stato divide la città dal mare con l’abbattimento delle volumetrie esistenti del 30% e con la riduzione delle superfici coperte del 40% a beneficio delle aree a verde”, spiega Cosenza, “la creazione di un parco urbano di circa 7 ettari alberato e con una passeggiata a mare su pedonale di legno per un investimento per opere pubbliche da conferire al Comune di 41 ml. di euro. Gli insediamenti produttivi previsti genereranno investimenti per complessivi 350 ml di euro e la creazione di occupazione stabile di almeno 1500 unità oltre 350 addetti per 3 anni per la fase realizzativa delle opere. L’insieme dei progetti in corso genererà, in un prossimo futuro, la vigorosa ripresa economica e sociale dei Campi Flegrei e della Regione Campania attraendo flussi di visitatori allo stato lontani dal circuito Flegreo”, conclude Cosenza.
Napoli- Il Reale Yacht Club Canottieri Savoia, Pippo Dalla Vecchia, presidente del Circolo partenopeo, e Livio Cosenza, presidente della Waterfront Flegreo SpA, hanno presentato ieri sera alla stampa e ai 200 ospiti intervenuti il plastico del progetto Accademia Internazionale della Vela. Si tratta di un'opera fortemente voluta da Pippo Dalla Vecchia che si inserisce nel più ampio programma di riconversione di una vasta area industriale costiera di Pozzuoli. Proprio la società Waterfront Flegreo Spa, proprietaria dei suoli ex Sofer, ne è promotrice. Il progetto ha visti impegnati numerosi architetti e urbanisti di fama internazionale, fra cui spicca il nome di Peter Eisenman, New York, che ha coordinato la redazione del Masterplan della linea di costa di Pozzuoli in associazione con gli architetti Camillo e Alessandro Gubitosi e Guido Zuliani.
Pippo Dalla Vecchia ha dichiarato: “Livio Cosenza mi consente di realizzare un sogno”, proseguendo: “Era necessario trovare qualcosa che consentisse alla Città di Napoli di rientrare da protagonista nel mondo della Vela, non solo italiana ma internazionale. L’uomo del destino era Livio Cosenza, che ci ha messo a disposizione il suolo a titolo gratuito. Così sorgerà un centro di straordinaria capacità ricettiva e organizzativa; l’Accademia Internazionale della Vela con il Circolo Savoia avrà a disposizione 120 anni di competenze”.
Come sarà
Com'è
Foto Rastrelli
Queste, invece, le parole del Prof. Cosenza: “Pippo Dalla Vecchia è il Dominus dell’Accademia, del Circolo Savoia e, oserei dire, della Vela a Napoli. Va a lui la mia gratitudine per avermi coinvolto in questa meravigliosa avventura. L’impegno nostro e dei rispettivi staff è di poter accogliere ed ospitare i giovani da tutta Europa entro i prossimi 24 mesi con l’intento di allevare i futuri campioni del mare. Pozzuoli con l’Accademia Internazionale della Vela si candida a diventare Capitale Europea della Vela, i Campi Flegrei disegnano il futuro partendo dal passato e dalle sue vocazioni marinaresche”.
Livio Cosenza ha poi rappresentato il contesto in cui sorgerà l’Accademia, al centro del progetto Pozzuoli XXI – La Città rinasce dal mare - in uno dei paesaggi più suggestivi del “gran tour” con circa un km di fronte mare: il Waterfront Flegreo ridisegnato dal genio di Peter Eisenman. “I dati salienti del progetto sono l’eliminazione della barriera fisica che allo stato divide la città dal mare con l’abbattimento delle volumetrie esistenti del 30% e con la riduzione delle superfici coperte del 40% a beneficio delle aree a verde”, spiega Cosenza, “la creazione di un parco urbano di circa 7 ettari alberato e con una passeggiata a mare su pedonale di legno per un investimento per opere pubbliche da conferire al Comune di 41 ml. di euro. Gli insediamenti produttivi previsti genereranno investimenti per complessivi 350 ml di euro e la creazione di occupazione stabile di almeno 1500 unità oltre 350 addetti per 3 anni per la fase realizzativa delle opere. L’insieme dei progetti in corso genererà, in un prossimo futuro, la vigorosa ripresa economica e sociale dei Campi Flegrei e della Regione Campania attraendo flussi di visitatori allo stato lontani dal circuito Flegreo”, conclude Cosenza.
giovedì 2 settembre 2010
Napolitano: "L'Interim? Passerò voce..." Poi l'appello: "Serve politica industriale"
Da Mestre, il capo dello Stato richiama l'attenzione sui temi dell'occupazione e dell'industria, Ai giovani fuori dal mondo del lavoro "dobbiamo dare risposte". E alla domanda di un cronista sulla necessità di un nuovo ministro dello Sviluppo Economico, il presidente risponde con una battuta: "Lei crede?". Sul federalismo: "Garanzia di rinnovata unità nazionale". "Ruolo dell'opposizione necessario, con senso di responsabilità"
"Lavoro, dare risposte ai giovani". "Attorno alla questione dell'occupazione giovanile si stringono i nodi dell'economia - ha detto il presidente, proseguendo nella sua analisi -. C'è una nuova categoria di giovani che non sono impegnati nè in processi formativi, nè lavorativi, nè in processi di addestramento al lavoro. Noi dobbiamo dare delle risposte su tutti questi terreni tenendo conto dei limiti stretti in cui si muove l'azione pubblica e tenendo conto delle risorse nel bilancio dello Stato, punto ineludibile per governo e opposizione".
"Serve un ministro? Passo la voce". Il richiamo di Napolitano suona anche come il sottinteso invito a Berlusconi a ridare un titolare al dicastero dello Sviluppo Economico, vacante da quando Scajola ha dato le dimissioni - per la vicenda dell'appartamento al Colosseo pagato dall'imprenditore Anemone - e da allora coperto ad interim dallo stesso presidente del Consiglio. Così, alla domanda di un cronista ("Allora ci vuole un ministro?"), il presidente della Repubblica risponde con una battuta: "Lei crede? Va bene, allora passo la voce...".
"Federalismo, garanzia di unità nazionale". Napolitano non vede un pericolo per l'unità nazionale dalle spinte autonomiste e dal passaggio al federalismo. Per il capo dello Stato, l'evoluzione del sistema amministrativo in senso federalista è invece garanzia di una rinnovata unità nazionale. "Il profilo di amministratore - ha spiegato Napolitano, avendo al fianco il governatore del Veneto Luca Zaia - non è un profilo minore rispetto a quello del parlamentare e del politico e anche a quello dei governatori delle regioni. Si tratta di una visione evolutiva dello stato democratico italiano che nacque ferocemente accentrato e che sta ora assumendo sempre più le caratteristiche di Stato delle autonomie, che lega strettamente unità e indivisibilità della Repubblica al profilo autonomistico". Napolitano ha concluso il suo ragionamento lanciando un monito: "L'Italia faccia la sua parte in Europa, dia prova di coesione".
"Necessario confronto tra posizioni diverse". Napolitano ha quindi accennato anche all'importanza del ruolo dell'opposizione nella vita politica del Paese, partendo proprio dall'esempio di Pellicani, a cui oggi è stata intitolata una piazza di Mestre. "Fu sempre uomo di opposizione - dice Napolitano, grande amico del politico scomparso - e sempre si fece carico delle responsabilità di governo del Paese, non solo in senso amministrativo, ma anche come parlamentare, non dimenticando il confronto su posizioni diverse". E proprio sul ruolo dell'opposizione, Napolitano sottolinea: "E' necessario mettere a confronto posizioni diverse con lo stesso senso di responsabilità e unità nazionale per il futuro del Paese e delle giovani generazioni"
domenica 29 agosto 2010
Lite in sala parto, migliorano mamma e bimbo Indagati quattro medici e il primario del reparto
Messina.
Stanno meglio Laura Salpietro e il piccolo Antonio, nato al Policlinico di Messina dopo che i due ginecologi in sala parto hanno dato vita a una rissa. Nel pomeriggio la Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone: i due medici al centro del caso, Antonio De Vivo e Vincenzo Benedetto, il responsabile dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia, Domenico Granese, e i due sanitari che hanno portato a termine l'intervento. Sui presunti danni cerebrali del piccolo i sanitari effettueranno specifici esami. Il primario: "Quei due medici sono molto stimati"
Il bollettino medico. La donna, alla quale è stato asportato l'utero per via di una emorragia subito dopo avere partorito, è uscita dalla prognosi riservata. "Sta meglio - dice Domenico Granese, direttore dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia del Policlinico - e nei prossimi giorni sarà dimessa". Migliora anche il piccolo Antonio, venuto alla luce dopo due arresti cardiaci. Sui presunti danni cerebrali i sanitari effettueranno specifici esami.
Il padre. Secondo Matteo Molonia, padre del piccolo Antonio, la moglie e il figlio avrebbero subito danni in conseguenza della lite scoppiata tra i medici in sala parto. "Del nostro ginecologo abbiamo piena fiducia. Quando si è reso conto che mia moglie stava male ha proposto di fare subito il cesareo, ma gli è stato impedito. E' stato poi allontanato in malo modo dall'altro medico. Mia moglie è stata lasciata sola in una stanza per oltre quaranta minuti, poi l'ostetrica si è accorta di ciò che stava avvenendo", ha detto l'uomo.
Il medico. "Non ho aggredito nessuno, ma sono stato aggredito". A parlare è il ginecologo Vincenzo Benedetto, uno dei due medici coinvolto nella lite. Benedetto dà la sua versione dei fatti. Del collega De Vivo dice: "Lui comincia ad insultarmi e mi getta una sedia contro, non mi colpisce perché la sedia sbatte contro la scrivania e cade sul pavimento. Poi prima di andare via dà un pugno alla vetrata e si fa male. Io non l'ho aggredito, né strozzato come lui dichiara, difatti non ha segni né manifestazioni di aggressione se non quelli che si è procurato da solo con il pugno alla vetrata".
Il primario. Racconta Domenico Granese, direttore dell'unità operativa di ostetricia e ginecologia del Policlinico: "Il collega più giovane non ha avvertito quello più anziano facendo l'induzione al travaglio di parto. Poi uno ha spinto l'altro e hanno litigato. Sono state comunque due teste calde, quello che è accaduto è inammissibile. Devo però dire che sono due ottimi professionisti, molto stimati da tutti. Il fatto comunque è accaduto nella pre-sala parto e non nella sala parto. Litigi ne avvengono spesso, tra i due c'era qualche ruggine, ma non doveva succedere in quel momento".
L'inchiesta. Proseguono intanto le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Francesca Rende, per accertare se i due medici del Policlinico di Messina siano effettivamente responsabili di un eventuale ritardo nell'operazione che avrebbe determinato le gravi condizioni di salute della mamma e del bambino. I carabinieri hanno acquisito la cartella clinica della donna e altri documenti. Continuano gli interrogatori dei medici e del personale sanitario. Nel pomeriggio l'iscrizione al registro degli indagati dei tre medici
"Saremo inflessibili e in caso di accertata responsabilità prenderemo gli opportuni provvedimenti", ha detto l'assessore regionale alla Salute, Massimo Russo. "Intanto - ha aggiunto Russo - non posso che esprimere la mia solidarietà ai familiari coinvolti in questa assurda storia".
I carabinieri del Nas sono intanto giunti a Messina su disposizione della commissione nazionale di inchiesta sul servizio sanitario nazionale. Lunedì mattina arriverà anche il ministro della Salute, Ferruccio Fazio.
sabato 28 agosto 2010
Messina, rissa in sala parto: gravi mamma e bimbo. Sospesi i medici
Messina, rissa in sala parto: gravi mamma e bimbo. Sospesi i medici
Messina - (Adnkronos) - I due ginecologi si sarebbero picchiati. Il litigio avrebbe causato un ritardo dell'intervento sanitario con conseguenti complicazioni per la donna e per il neonato. Entrambi sono ora ricoverati in prognosi riservata. L'ospedale: ''Non c'è rapporto tra la lite e le complicazioni''. Ma il marito replica: ''Prima mia moglie stava benissimo''. La Procura ha aperto un'inchiesta. Muore a Prato dopo il cesareo
A Messina una lite tra due medici in sala parto in ospedale avrebbe ritardato l'intervento sanitario con conseguenti complicazioni per una donna di 30 anni e per il bambino.
Mamma e bebè sono ora in prognosi riservata. Il marito della paziente, un 37enne messinese, ha presentato una denuncia ai carabinieri e la Procura ha già aperto un'inchiesta.
Secondo quanto dichiarato ai carabinieri dall'uomo, giovedì mattina due ginecologi si sono picchiati mentre la moglie era in attesa di partorire il suo primo figlio. Da verificare le condizioni del neonato ricoverato in Terapia intensiva neonatale. I carabinieri hanno avvisato il sostituto procuratore di turno Francesca Rende.
Intanto i due medici sono stati sospesi dall'attività ambulatoriale. L'ospedale della città siciliana nonstante sottolinei la "gravità del fatto", precisa però che "non c'è rapporto tra la lite e le complicazioni della donna sorte a prescindere dall'accaduto". All'origine della zuffa, scoppiata mentre kla puerpera era già sul lettino, ci sarebbero gelosie professionali.
"Siamo molto rammaricati per quanto avvenuto'', ha affermato Domenico Granese, direttore dell'unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Messina. ''Ho sospeso i due medici dall'attività ambulatoriale. Ho inviato una lettera alla direzione sanitaria per comunicare la sospensione dei due medici che torneranno a lavorare solo quando la stessa direzione lo riterrà opportuno".
Intanto il marito della puerpera contesta le affermazioni dell'ospedale secondo cui la lite non c'entrerebbe con l'aggravarsi delle condizioni della moglie. "I medici dicono che è avvenuto tutto per cause naturali - si sfoga con l'ADNKRONOS Matteo Molonia - ma il tracciato era perfetto e prima della lite mia moglie stava bene".
"Adesso io voglio che venga fatta giustizia. Mia moglie ha avuto una emorragia perché i due medici hanno tardato l'intervento litigando. Successivamente le hanno dovuto asportare l'utero e ora è ricoverata in prognosi riservata. Mio figlio ha avuto due arresti cardiaci e ora è in coma farmacologico".
Molonia racconta: "Mia moglie è stata ricoverata mercoledì, stava bene e il tracciato era perfetto. E' entrata in sala parto alle 7.20 di giovedì e 10 minuti dopo i medici hanno iniziato la manipolazione. Poi i due dottori, uno il ginecolo di mia moglie e l'altro un medico dell'ospedale, sono arrivati a una colluttazione. Prima il diverbio era solo verbale poi sono arrivati alle mani". "La lite - spiega il marito - è scoppiata a causa di divergenze su come operare. Sembrerebbe che il medico di mia moglie volesse fare il cesareo mentre l'equipe di turno volesse optare per il parto naturale".
"Alle 9.10 -continua mia moglie è uscita dalla sala operatoria e mio figlio aveva già avuto un primo arresto cardiaco. Poi ne ha avuto un altro e così è stato sedato e messo in coma farmacologico. Mia moglie invece alle 10.30 è entrata di nuovo in sala operatoria a causa di una emorragia e le hanno asportato l'utero. Io ho subito chiamato i carabinieri e ho presentato denuncia per lesioni aggravate".
Il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari, Leoluca Orlando ha chiesto una relazione dettagliata urgente. "Ho già predisposto una richiesta di relazione su quanto accaduto al Policlinico di Messina, da inviare all'assessore regionale alla Sanità della Sicilia e al direttore generale del Policlinico messinese. Serve fare luce al più presto, perché se quello che sta emergendo è la verità ci troviamo di fronte a un caso di malaciviltà. Altro che malasanità".
Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Massimo Russo:"E' necessario fare chiarezza al più presto. Disporrò subito una verifica per far luce sui fatti'', ha affermato. ''Chiederò una relazione per capire cosa è accaduto in quella sala parto. Certo - sottolinea - se le cose sono andate davvero come sono riportate dai media i fatti sono estremamente gravi".
"Prima di dare un giudizio è bene aspettare che la magistratura faccia luce sulla vicenda. Certo, se dovessero emergere cattivi comportamenti dei medici questi vanno puniti", afferma Giorgio Vittori, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo).
"Al di là dell'episodio specifico - sottolinea Vittori all'Adnkronos Salute - è comunque necessario puntare tutte le energie sul potenziamento dei livelli di assistenza e qualità dei punti nascita italiani. Così come è importante - aggiunge - migliorare la qualità della formazione. Alzare gli standard insomma - conclude Vittori. Per assicurare alla paziente un'elevato livello di assistenza al parto".
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